Una storia, tante vite

2026-07-29 19:36

Filo di Lana

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Una storia, tante vite

ANTONELLI MAGLIERIA a Parigi

Maria Vittoria Alfonsi

è una delle più importanti e autorevoli giornaliste, scrittrici e storiche della moda italiane. È considerata a tutti gli effetti la decana del giornalismo di settore in Italia, avendo iniziato la sua fortunata carriera nei primi anni '50 e documentato l'intera evoluzione e l'ascesa globale del Made in Italy.

Così la maglieria made in Lessinia arrivò fino a Parigi in Boulevard Saint Germain

 

Maria Vittoria Alfonsi

Articolo tratto da L'Arena del 31 ottobre 2021

 

 

Potrebbe far parte della serie “incredibile, ma vero”. Seguita da “orgoglio nazionale”. Perché appartiene a una di quelle stupende sconosciute nostre realtà di cui possiamo essere orgogliosi, venendone a conoscenza grazie alle nuove generazioni che, dopo oltre un secolo, seguono con passione un'attività atavica.

 

Una storia bellissima, dapprima illustrata da una giovane discendente di abilissime magliaie: Maddalena (o Maddy), 22 anni, laureanda in psicologia del lavoro (primo triennio, pronta ad affrontare il secondo biennio), che nel contempo segue con passione l'abbigliamento a maglia creato dalla zia, tanto da dedicare sempre parte del suo tempo alla boutique veronese (di Paola e Maddalena Doardo!), da due anni nella centralissima via Amanti.


Storia che Maddalena, poi, mi ha fatto raccontare - ampliata - dalla nonna: Maria (per tutti Mariuccia) Doardo Antonelli che, a 83 anni, segue attentamente l'attività della figlia Paola.

 

Attività che risale, appunto, ad Azzago di Grezzana nell' 800, con la nonna di Mariuccia: Luigia che, nata nel 1880, trasmette la passione per il lavoro a maglia alla figlia Angelina. Nel 1935 Angelina sposa Adelino Antonelli: lui ha 23 anni, lei 22. Poi, Adelino viene richiamato alle armi... guerra d'Africa, prigionia in Germania predominano nei ricordi. 

 

Nel '45, al ritorno dalla prigionia, Adelino è distrutto fisicamente ma ricco di progetti, condivisi dalla moglie in quei tempi duri nei quali, peraltro, i giovani, nella provincia, come in città, erano ricchi di buona volontà, del desiderio di riuscire.

 

Per Angelina e Adelino, che nel frattempo hanno messo al mondo ben cinque figli (Mariuccia è la maggiore), la vita non è priva di stenti e sacrifici per poter realizzare un sogno: acquistare una macchina da maglieria! Ed ecco che “la buona sorte e la Divina Provvidenza” vengono loro in aiuto: una giovane della zona, per vocazione, decide di farsi suora mettendo in vendita, a metà prezzo, una di quelle macchine da cucire tanto desiderata: la cifra richiesta è proprio quella di cui loro disponevano!


Mariuccia - diritto... ”di anzianità” - può frequentare, per due anni, la scuola di maglieria tenuta quotidianamente a Verona da Perazzoli in corso Portoni Borsari. 

 

“Alle 6 del mattino”, racconta Mariuccia, “prendevo il pullman, e arrivavo a Verona, in piazza delle Poste, alle sette e trenta. Per raggiungere Portoni Borsari attraversavo piazza delle Erbe, e sentivo i profumi invitanti di panzerotti e caffè... Prima di entrare da Perazzoli mi recavo in una vicina bella chiesetta per ringraziare il Signore di tanta grazia e privilegio: al tempo, le ragazze della nostra zona (e sappiamo anche del Trentino, e del Friuli.- ndr) trovavano lavoro soltanto a Milano o in Svizzera, le più fortunate a Verona; comunque, lontane dalla famiglia: non c'erano altre prospettive”.


“Con gioia di tutti, la sera tornavo a casa soddisfatta per ciò che imparavo, dei progressi fatti”, continua Mariuccia. ”Poi, mia sorella Elsa e io lavoravamo fino a notte per consegnare puntualmente il lavoro che, nel frattempo, ci era stato commissionato da una ditta di Carpi. 

 

Il giorno stabilito per la consegna prendevamo il treno a Porta Nuova per Carpi-Modena, e incontravamo altre ragazze - della Bassa - che portavano il loro lavoro ad altri maglifici, simili al nostro. Il sacrificio era grande, ma superato dal successo”.


“Nel 1957, poi, le macchine per maglieria nelle nostre colline - Roverè, San Francesco, Cerro, Velo e San Rocco- erano sempre più numerose, e le ragazze lavoravano a casa: i primi guadagni erano una manna per tutti”, spiega Maeriuccia. “Dopo pochi anni, mio papà e mio fratello, con l'automobile acquistata per lavoro, si recavano da una decina di magliaie della zona ritirando le loro creazioni, che avrebbero portato a Carpi (la mamma, le mie sorelle e io controllavamo prima il tutto accuratamente: doveva essere perfetto)”.

 

“Nel 1961 mi sposai, e per il lavoro di mio marito ci trasferimmo a Porto Ceresio (Varese): e qui comprammo la prima macchina da maglieria esclusivamente mia: un gioiello! E potevo realizzare capi creati con i miei gusti e fantasia. Nel frattempo avevo avuto tre figli: Paola, Cristina e Paolo. Nel 1966 tornammo nel nostro paese. 

 

Nacquero altri tre figli: Giuseppe, Alessia ed Alessio, ma fra tutti soltanto Paola ebbe passione per la maglieria, dimostrandosi un vero talento. Dopo essersi diplomata a una scuola di stilismo e maglieria, eseguiva i suoi modelli nel laboratorio di famiglia, lavorando per note boutique nazionali e internazionali: anche per una di Parigi, in Boulevard Saint Germain. Nel frattempo aprì un punto vendita a Bosco Chiesanuova, ottenendo ottimi risultati: la clientela dimostrò subito molto interesse per i suoi capi su misura, che possedevano il “qualcosa in più”.

 

“Io (ah, le mamme! ndr) sono ancora presente dando a Paola piccoli consigli e accorgimenti, seguendo passo dopo passo i modelli che realizza, e che da due anni vengono presentati anche nella boutique di Verona, curata da Maddalena, cui si affianca Benedetta, un'altra mia nipote: la quinta generazione! Pur se entrambe seguono con successo gli studi universitari, dimostrano grande interesse per questa attività di famiglia: ed è per me una gioia”.


Grazie, signora Mariuccia, per aver fatto ricordare un successo (riconosciuto anche internazionalmente), soprattutto “al femminile”, pur se - ammettiamolo - non è mancato un importante sostegno maschile. E potrebbe sembrare superfluo salutarla con un “ad maiora!”.

Foto sx: Paola e la mamma Mariuccia in laboratorio a Cerro Veronese

Foto cx: Mariuccia Antonelli in laboratorio, anni '70 - Angelina Massella e Adelino Antonelli con i figli

Foto dx: Maria Vittoria Alfonsi (seduta a sx) con Mariuccia Antonelli 

 

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